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I FARISEI ANTICHI E I FARISEI MODERNI: STESSE AZIONI STESSO SPIRITO

Elementi che caratterizzarono i farisei

  1. Volevano uccidere Gesù e quindi il suo ministerio di “mandato” (Matteo 12:14 ed altri);
  2. Seguivano Gesù e i suoi discepoli in ogni luogo osservandoli in ogni azione cercando di trovare l’errore per accusare. Quando vedevano un presunto errore si manifestavano evidenziandolo e rendendolo pubblico;
  3. Mostravano a tutti di conoscere bene ed osservare in modo pedissequo la legge mosaica al solo scopo di poter poi accusare gli altri;
  4. Si nascondevano tra la folla e si manifestavano solo per accusare o provocare Gesù e i suoi discepoli;
  5. Usavano le scritture interpretandole a loro piacimento per trovare l’errore nelle azioni di Gesù e dei suoi discepoli;
  6. Erano alberi senza frutto. Basavano cioè la loro missione sulla lettura e lo studio delle scritture al solo scopo di trovare l’errore negli altri ma non portavano alcun frutto di misericordia e di carità;
  7. Erano, secondo quanto affermato da Gesù, “ipocriti, guide cieche, stolti, sepolcri imbiancati, figli di coloro che uccisero i profeti, serpenti, razza di vipere…” (Matteo 23);
  8. La loro missione principale consisteva nell’uccidere i profeti, metterli in croce, perseguitarli. (Matteo 23:35).

Chi erano i farisei

I farisei rappresentavano una setta all’interno del giudaismo ebraico. Di loro ci rimane notizia in modo particolare dalle Sacre Scritture per il ruolo determinante che ebbero nel contrastare la missione terrena di nostro Signore Gesù Cristo.

Erano uomini spregiudicati, non appartenenti alla aristocrazia del tempo, ma che basavano la loro vita sociale sullo studio e sulla conoscenza delle Scritture.

Molte volte negli evangeli troviamo questi tali religiosi che, seguendo Gesù nell’espletamento del suo ministerio, cercavano di riprenderlo pubblicamente nelle sue azioni citando la legge mosaica e la tradizione ebraica.

Possiamo dire che la setta dei farisei fu lo strumento per eccellenza utilizzato dal potere culturale, religioso e politico del tempo per uccidere Gesù il quale, pur rispettando la legge mosaica, introdusse un nuovo modo di applicare e compiere le scritture attraverso l’amore, la carità e il perdono. Matteo 5:17Non pensate che io sia venuto per abolire la legge o i profeti; io sono venuto non per abolire ma per portare a compimento”.

I farisei, apparentemente “applicatori” della legge mosaica, davano una propria interpretazione traviata ai precetti al solo scopo di accusare Gesù e i suoi discepoli.

Di fatto la tradizione farisaica incentrava la propria visione sul rispetto pedissequo delle scritture nelle prassi e nelle apparenze tralasciando in modo assoluto il compimento delle opere di aiuto ai bisognosi attraverso la carità. Gesù, al contrario, nel rispetto della legge, poneva al primo posto il perdono e l’aiuto.

Eventi emblematici sono le storie del Samaritano e della donna adultera( Luca 10 e Giovanni 8). Nel primo caso il samaritano, nonostante fosse appartenente ad una popolazione scissionista rispetto ai giudei e alleata con gli idolatri (e quindi considerato di fatto idolatra), secondo la tradizione, fu preso da Gesù come esempio nell’insegnamento del concetto di “prossimo” per ciò che riguarda la carità cristiana.

Il Signore dovendo spiegare al dottore della legge ciò che agli occhi di Dio era gradito ai fini della salvezza e della vita, non guardò all’aspetto religioso ma all’aspetto solidaristico ed altruistico di quell’uomo che al contrario degli altri due, il sacerdote e il levita, usò tutto ciò che aveva per aiutare il bisognoso.

Nel secondo caso, Gesù provocato dai farisei al giudizio contro una persona che nei fatti aveva trasgredito la legge commettendo il grave peccato di adulterio, non condannò la donna ponendo al di sopra della legge il perdono e facendo capire agli stolti farisei che se ella era degna di giudizio anche loro, usando lo stesso metro, sarebbero stati degni di medesima condanna.

La missione di Gesù fu quella di portare sulla terra il Regno di Dio e la sua giustizia basata sull’altruismo, sul perdono e sulla misericordia fino alla morte sulla croce ed alla resurrezione.

I farisei, al contrario, usavano la legge per racchiudere tutto e tutti nel peccato chiudendo di fatto le porte del  Regno a chi voleva entrarci (Matteo 23:13).

 

Quali erano i comportamenti dei farisei

I farisei, eccellenti conoscitori delle scritture, si caratterizzavano dal loro impegno nell’individuare sul territorio dottrine che a loro sembravano andare contro la tradizione ebraica e la legge di Mosè.

Leggendo gli evangeli ci imbattiamo, infatti, nella figura dei farisei per la prima volta in Matteo 3, quando Giovanni Battista battezzava le anime e vedendo che erano venuti anche loro a “curiosare” subito li riprende dicendo Razza di vipere, chi vi ha insegnato a sfuggire l’ira futura?

Fate dunque dei frutti degni del ravvedimento. Non pensate di dire dentro di voi: “Abbiamo per padre Abraamo”; perché io vi dico che da queste pietre Dio può far sorgere dei figli ad Abraamo.

Ormai la scure è posta alla radice degli alberi; ogni albero dunque che non fa buon frutto, viene tagliato e gettato nel fuoco.”

Giovanni ci fa capire subito la natura del loro spirito e dei loro atti: Persone subdole e velenose come le vipere ; persone che si ritenevano figli di Abraamo e quindi legittimati nella loro azione perversa; alberi senza frutto destinati ad essere tagliati e bruciati, incapaci a compiere atti degli del ravvedimento.

Da questo momento in poi troviamo i farisei sempre pronti a cercare ogni tipo di espediente per accusare Gesù e i suoi discepoli di essere peccatori e trasgressori delle leggi mosaiche.

Ogni azione del nostro Signore finalizzato alla salvezza delle anime e al loro aiuto nei bisogni quotidiani veniva interpretata dai farisei come grave peccato. Erano sempre nascosti tra le persone pronti ad accusare Gesù parlando con il popolo o con i discepoli cercando di indurli a non seguirlo e a non imitarlo ritenendo addirittura i suoi miracoli opera di Belzebù (Matteo 12).

Solo alcuni esempi:

Matteo 9:11 I farisei, veduto ciò, dicevano ai suoi discepoli: «Perché il vostro maestro mangia con i pubblicani e con i peccatori?»

Mentre Gesù stava con i peccatori e i pubblicani per annunziargli l’evangelo del Regno, i farisei interpretavano tale azione come un peccato e una trasgressione della legge.

Matteo 12:2 I farisei, veduto ciò, gli dissero: «Vedi! i tuoi discepoli fanno quello che non è lecito fare di sabato».

Questo è un passo delle Scritture emblematico nel quale si evidenzia la natura spirituale dei farisei che contestano ai discepoli di avere raccolto delle spighe per mangiarle in giorno di sabato. In realtà l’azione dei discepoli autorizzati da Gesù contrastava apparentemente con la legge mosaica. Il nostro Signore Gesù però non basandosi sul singolo precetto, e dando maggiore importanza al soddisfacimento del bisogno dei discepoli, spiegò con le stesse Scritture che l’azione dei suoi discepoli era perfettamente  secondo la volontà di Dio dicendo alla fine: “…E se sapeste che cosa significhi: Voglio misericordia e non sacrifizio, voi non avreste condannato gl’innocenti;”. La “missione” dei farisei era la condanna degli innocenti reputando il sacrificio maggiore della misericordia. I loro occhi non vedevano al bene delle azioni di Gesù ma solo al suo presunto errore. Non apprezzarono mai Gesù per le sue numerose azioni di bene e di misericordia ma stigmatizzavano e sottolineavano solo i comportamenti che andavano apparentemente contro la legge mosaica.

 

In Matteo 15 troviamo di nuovo i farisei che chiedono a Gesù: “Perché i tuoi discepoli trasgrediscono la tradizione degli antichi? poiché non si lavano le mani quando prendono cibo”.

Ancora una volta ad accusare usando una propria interpretazione delle Scritture rimasero scandalizzati dagli insegnamenti di Gesù. Anche in questo caso Gesù li riprende aspramente  dimostrandogli che mentre loro giudicano su questioni futili allo stesso tempo trasgrediscono la volontà di Dio usando le tradizioni umane per ciò che riguarda la carità e i bisogni del prossimo. Infatti gli spiega che a motivo della loro durezza di cuore e delle azioni basate sulle apparenze hanno trasgredito il vero comandamento di Dio insegnando che l’onore ai genitori può essere anche trascurato per fare delle offerte. Gesù, invece, gli insegna che i genitori vanno onorati ed aiutati nei bisogni. Li chiama “ipocriti, ciechi, guide di ciechi,”.

 

In moltissimi altri passi delle scritture troviamo i farisei sempre pronti con atteggiamenti provocatori a mettere alla prova il Signore in ogni sua azione .

Gesù in moltissimi casi prese spunto dalle loro accuse per difendersi e nello stesso tempo insegnare ai suoi discepoli ciò che era buono agli occhi di Dio. Sono numerose le raccomandazioni di Gesù a guardarsi dal lievito dei farisei.

 

I farisei moderni

Nostro Signore Gesù Cristo predisse ciò che sarebbe accaduto a coloro che avrebbero creduto in lui e avrebbero messo in pratica i suoi comandamenti.

Giovanni 15:20 Ricordatevi della parola che vi ho detta: “Il servo non è più grande del suo signore”. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra.

Ciò ci conferma che la sorte dei cristiani in tutti i tempi è caratterizzata dalle stesse persecuzioni e dalle stesse lotte contro gli stessi spiriti.

Come ai tempi di Gesù i farisei furono una setta nata dal giudaismo, anche oggi lo spirito farisaico nasce da una categoria religiosa cristiana, quella evangelica, dalla quale taluni si sono sviati per intraprendere la strada del giudizio indiscriminato ed arbitrario da applicare a tutte le chiese e a tutti i cristiani per accusarli e condannarli all’inferno.

Oggi infatti sono sorti degli uomini gonfi di orgoglio che, mossi dallo spirito farisaico, si sono autonomamente insigniti del ministerio di “dottori della legge” o peggio ancora di “profeti” al solo scopo di trovare presunti errori dottrinali all’interno delle chiese, renderli pubblici e quindi affermare che tutti i responsabili e di conseguenza anche i credenti di queste chiese andranno all’inferno.

Questi farisei moderni, giustificando la loro azione satanica con passi della Bibbia tolti dal contesto, fanno apparire i loro attacchi spirituali come volontà di Dio per “riprendere” le chiese nei loro errori. Quindi, di fatto, dicono di compiere una “missione cristiana” a favore delle chiese!!!

 

Questo è falso ed antiscritturale poiché non troviamo alcun riferimento o modello biblico che conferma una azione del genere.

Sulla teoria del giudizio vedi anche: https://pacetv.wordpress.com/2009/12/04/falsit-della-teoria-del-giudizio-diffusa-dai-farisei-moderni-piredda-e-butindaro/

 

Questi moderni farisei hanno perso l’identità familiare, infatti solitamente non appartengono ad alcuna chiesa o, pur frequentandone una, rimangono nascosti e compiono la loro azione satanica in assoluto anonimato.

E’ piaciuto a Gesù Cristo dare un ordine ben preciso all’organizzazione delle chiese già dall’espletamento del suo ministerio sulla terra.

Poi l’apostolo Paolo ci spiega chiaramente l’identità familiare definendosi “padre” di coloro che aveva portato a Cristo (1Cor. 4:15).

In tutte le lettere di Paolo si comprende in modo inequivocabile la funzione del “mandato”:

Paolo, in quanto mandato poiché autorizzato e benedetto da Pietro, Giacomo e Giovanni, poiché attraverso la sua parola si erano convertite le anime che poi avevano formato le chiese, impartiva insegnamenti alle chiese, riprendeva i membri o i comportamenti scorretti, mandava suoi incaricati (come Timoteo) ad ordinare le chiese ed insegnare ciò che vedeva fare a lui (Paolo) (1 Cor. 4:17),  costituiva (o faceva costituire) anziani e diaconi ecc.

La “riprensione” dei fedeli è prerogativa esclusiva del “mandato” (pastore o anziani mandati dal pastore) in un contesto familiare quale è la Chiesa. Il mandato, o angelo della chiesa, è nelle mani di Gesù Cristo stesso che è l’unico deputato alla sua riprensione (Apocalisse 2).

I farisei moderni, come i loro padri, non appartengono ad una chiesa e quindi ad una famiglia, non ne comprendono i meccanismi spirituali, rinnegano l’ordine gerarchico tipico di una chiesa e quindi pensano di poter giudicare dall’esterno comportamenti che a loro (secondo le loro teorie e tradizioni) sembrano antiscritturali.

Il ministerio di profeta o di dottore è funzionale alla chiesa di appartenenza e non a tutta la chiesa universale. Ogni chiesa o gruppo di chiese nate dallo stesso mandato (come quelle fondate dall’apostolo Paolo) hanno i propri ministeri che vengono dati dal Signore per la crescita e l’edificazione della chiesa stessa.

Non è assolutamente previsto dall’ordine di Dio nelle Scritture un ministro (tanto meno che si nomina autonomamente) al di fuori di un contesto familiare quale è la chiesa.

Secondo la teoria satanica di questi farisei moderni la chiesa è universale anche nell’espletamento del ministerio di dottore o di profeta per cui un cristiano si potrebbe alzare la mattina e, reputandosi degno da se stesso, a praticare un ministerio ha il diritto di riprendere, giudicare ed alla fine condannare tutti e chiunque, pensando così di svolgere un servizio a Dio!!!

QUESTA E’ LA TEORIA DI SATANA IL DIAVOLO, L’ACCUSATORE DEI FRATELLI!!!

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Risposta alle illazioni ed offese del signor Nicola Iannazzo (& seguaci)

Signor Iannazzo,

premetto che come avrà ben capito noi della chiesa di Gallico non siamo evangelici, ne cattolici, ne ortodossi, ne metodisti, ecc. ma solo cristiani come indicato chiaramente in Atti 11.

Ci occupiamo della salvezza delle anime provvedendo con opere sociali anche ai loro bisogni, oltre che animici, materiali, come è scritto, “fui ignudo e mi rivestiste…” ed edificando il REGNO di Dio. Noi non abbiamo dunque tempo per girovagare sul web criticando e giudicando chi non la pensa come noi ma siamo costretti a difenderci da illazioni pretestuose e offensive come le sue.

Le nostre predicazioni sono presenti sul web ad uso dei fratelli in Cristo appartenenti alla nostra comunità che vivono in tutto il mondo e che quindi sono interessati alla Parola. L’apostolo Gilberto Perri, infatti, ha fondato moltissime comunità nate dal suo ministerio in tutta Italia (Milano, Roma, Treviso, Torino, Napoli, Follonica, Foggia, Trentola Ducenta, Mascalucia, Vibo Valentia,  … oltre che per tutta la provincia di Reggio Calabria ecc.) per cui si è presentata la necessità di pubblicare le registrazioni dei culti e le dirette per “sfamare” le anime che ne sentono il bisogno. In passato Paolo scriveva le lettere, adesso con le nuove tecnologie è possibile raggiungere la fratellanza appartenente alla nostra comunità attraverso internet.

Del resto chi vuole accedere ai contenuti del sito deve compilare una registrazione on line.

Entrando nel nostro sito lei accede a contenuti coperti da copyright e ad uso esclusivo di chi ne accetta i contenuti.

Ma guarda caso tra tutte le porcherie che si vedono su internet lei si è preso la briga di entrare proprio nel nostro sito ed ha sentito la necessità (guidato da chissà quale spirito) di riprendere pubblicamente le nostre presunte dottrine antiscritturali. Ma guardi un po’ che bravo cristiano è lei (pseudo), attento non alle miriadi di dottrine idolatre o peggio delle sette sataniche o di filosofie anticristiane presenti sul web, ma guarda caso attento a “riprendere” la nostra predicazione per trovare l’errore solo perché non conforme alle dottrine evangeliche.

Lei ben sa che esistono centinaia di confessioni religiose cristiane con diverse denominazioni e ognuna di queste ha delle usanze e delle rivelazioni diverse.

Ognuna ritiene di fare bene agli occhi di Dio basandosi sulle Sacre Scritture. Sarà il Signore stesso a “decidere” come giudicare ognuno secondo le proprie opere. Per questo ripetutamente Gesù Cristo e l’apostolo Paolo esortavano a non giudicare.
Legga a tal proposito questo studio:

http://it-it.facebook.com/note.php?note_id=124157377644422

La gente come lei, animata dallo spirito farisaico, si ritiene unica detentrice della verità e per questo si ritiene autorizzata a giudicare tutti gli altri.

Questa è un’azione che ha caratterizzato un’entità, che nel voler essere come Dio, ha cercato di prendere il suo posto anche per ciò che riguarda il giudizio sugli uomini: satana il diavolo.
Oltre tutto è quantomeno “strano” vedere un uomo che si definisce “cristiano” scrivere tali frasi su un social network accusando, denigrando, spendendo il suo tempo seminando zizzanie e incitando alle divisioni, partecipando a discussioni, approvando addirittura chi parla male di una persona che non c’è più, senza avere il minimo rispetto neanche del dolore dei familiari. Tale atteggiamento non è riconducibile neanche al peggiore degli atei. Figurarsi da chi si professa cristiano. E’ da meschini un’azione del genere.

Noi non ci saremmo mai immaginati di interloquire con lei, ma abbiamo avuto il <span>dispiacere</span> di conoscerla proprio imbattendoci sul web nelle sue “innocue confutazioni”, volte a gettare discredito su una persona che ha predicato Gesù Cristo e la salvezza che si ha per mezzo di Lui per 35 anni. Ma visto che ci accusa ingiustamente, pretendendo di riprenderci (ci dica chi le ha dato questa autorità)  siamo in obbligo, come fece nostro Signore con i farisei, di difenderci dicendo la verità.

Nel momento in cui le verrà spiegato per mezzo delle Scritture il motivo delle rivelazioni date alla nostra chiesa, potrà essere d’accordo o meno, ma in alcun caso potrà dire che lei è nel giusto e noi no.
Se lo farà si attirerà, secondo la Bibbia, un giudizio proporzionale a quello che tenta di dare “perché col giudizio col quale giudicate, sarete giudicati; e con la misura onde misurate, sarà misurato a voi” Matteo 7:2.

Spiegazione del motivo per cui riteniamo che i morti in Cristo pregano per noi

Nessuno ha mai detto che c’è qualcuno che possa sostituirsi a Gesù (solo menti contorte come le vostre potevano intendere ciò) ma è deducibile chiaramente dalle Scritture che i morti in Cristo, che sono con il Signore, alla stregua dei viventi sulla terra, pregano Gesù Cristo unico mediatore tra Dio e gli uomini.

Questo non significa assolutamente che noi dobbiamo pregare i morti in Cristo che di fatto non ci vedono e non ci sentono.

Legga la storia narrata da Gesù del ricco e di Lazzaro in Luca 16:19. Io credo che Gesù non sia stato così disavveduto da raccontare una storia fantasiosa e irreale.

Egli parla di due persone morte di cui una va nel seno di Abramo e l’altra nell’Ades. Ora secondo lei, dovendo essere Lazzaro addormentato, come potrebbe stare contestualmente nelle braccia di Abramo?  Come mai il ricco vede Lazzaro e prega Abramo di mandare qualcuno ad avvisare i suoi cari? Di fatto, ci dice il Signore, che chi è nell’Ades può pregare chi è nel “paradiso”. Questo dimostra chiaramente che chi muore in Cristo viene portato subito con il Signore con un corpo materiale di resurrezione. Se no il ricco con cosa parlava se non con la bocca di un corpo? E Lazzaro che stava nelle braccia (di un corpo) di Abramo se fosse stato nello spirito come avrebbe fatto? E’ chiaro anche che come chi è nell’Ades può pregare,  allo stesso modo è plausibile che chi si trova esso stesso vicino al Signore possa ugualmente pregare. Perché il ricco pregava di avvisare i propri familiari se, come dite voi, solo nell’ultimo giorno i morti saranno giudicati? Il ricco era nell’Ades e pregava per i suoi familiari ancora nella terra. Quanto più chi invece è nel cielo può pregare Gesù Cristo per i propri cari!

E’ vero che esiste un solo mediatore tra Dio e gli uomini cioè nostro Signore Gesù Cristo, unico ad essere morto sulla croce e risorto per il perdono dei peccati e per liberarci dal maligno. L’apostolo Gilberto Perri lo ha predicato centinaia di volte.

Infatti i morti in Cristo pregano Gesù, che è l’unico mediatore, e chi altro! Ed i credenti che sono ancora sulla terra  pregano anch’essi Gesu’ e lui solo. Fosse vera la dottrina evangelica, di cui lei è sostenitore, nemmeno noi sulla terra potremmo intercedere e pregare per qualcuno poiché solo Gesù lo potrebbe fare.

Voi evangelici avete fatto dell’intercessione e della preghiera uno dei cardini della vostra “azione” cristiana. Praticamente pregate e basta (oltre che naturalmente cercare sul web di uccidere spiritualmente e moralmente con giudizi disavveduti altri cristiani e scandalizzare anime instabili). Se è vero che noi viventi possiamo intercedere e pregare per i nostri cari o per i nostri fratelli allora è altresì vero che i morti in Cristo, pur non vedendo ciò che accade ai mortali (perché esiste un baratro), possono pregare per noi.

In Apocalisse, come lei ha ben ricordato, Giovanni vede una realtà celeste e le cose che devono avvenire in breve. Egli vide tutto ciò che sarebbe accaduto in un attimo perchè nello spirito non si è soggetti al tempo e allo spazio ma tutto è presente. Poi ce lo descrive con una cadenza temporale per farlo capire a noi che viviamo nella dimensione spazio temporale. Nel cielo Giovanni vede tutto quello che accadrà, proprio perché lì non c’è tempo ma tutto è presente. Infatti nella narrazione dei fatti Giovanni parla sempre al presente. Al cap.1 versetto 19 il Signore gli dice “…scrivi dunque le cose che hai visto, quelle che sono e quelle che accadranno dopo…” . Di fatto Giovanni nella realtà celeste vede sia il presente che il futuro.

Giovanni al capitolo 6 parla di anime perché nella dimensione spirituale l’anima è la parte più importante dell’essere (il salmista diceva: “anima mia benedici l’Eterno”) ma queste avevano un corpo di resurrezione tanto che gridavano a gran voce (con quale bocca e quali corde vocali?). E poi dice chiaramente che furono rivestiti di una veste bianca. Questa veste cosa copre se non un corpo?

Questi cristiani, uccisi a motivo dell’evangelo, addirittura chiedono giustizia a Dio (quindi avevano la coscienza di ciò che gli era accaduto in vita e si ricordavano di coloro che li avevano uccisi). Dio risponde loro di aspettare ancora un pò perché doveva completarsi il loro numero, cioè ancora altri, come loro, dovevano ancora essere uccisi per l’evangelo.

Quindi mentre loro, che sono vissuti prima, sono nel cielo, sulla terra ancora si vive e quindi non è ancora venuto “l’ultimo giorno”.

Ora ragioni un pò. Se questi cari in Cristo sono addormentati come fanno a parlare con il Signore in un momento nel quale ancora non si è verificato il ritorno di Gesù? Come è possibile che addirittura debbano aspettare un tempo? Essi pregano l’Agnello di fare giustizia. E se pregano per avere giustizia, allora è possibilissimo che possano chiedere giustizia e benedizioni per i loro cari, o no? Essi sono al cospetto di Dio con il corpo di resurrezione e attendono il giudizio finale.

E’ chiarissimo! I morti in Cristo sono al cospetto di Dio con il corpo di resurrezione (Apocalisse 6:19) possono pregare Gesù l’unico mediatore tra Dio e gli uomini.

Al capitolo 7 si vede una gran folla (versetto 9) che stava in piedi. Se stava in piedi quindi aveva un corpo, altrimenti si sarebbe detto che volavano sopra il trono! Erano vestiti di vesti bianche. Cosa era vestito se non il corpo! Tenevano addirittura una palma in mano. E questa mano a quale entità apparteneva se non ad un corpo?

Legga il capitolo 20 di Apocalisse e si accorgerà che anche qui Giovanni vede delle anime che già sono nel cielo sedute su dei troni (quindi hanno un corpo).

Tutto ciò è tratto dalla Bibbia per cui lei adesso può pure non condividere, ma almeno abbia la decenza di non giudicare usando un suo metro personale. Noi non la obblighiamo a credere in questo, nè tantomeno diciamo che segue false dottrine. Ognuno si muove secondo il livello di rivelazione che lo Spirito Santo gli dà. Lei non può contrastare il suo prossimo solo perché non capisce e perché non le è data la rivelazione. Abbia la decenza almeno di non parlare!

L’apostolo Gilberto Perri, al quale è stata affidata una rivelazione superiore a qualsiasi altro predicatore (a nostro avviso e basandoci sulla nostra esperienza), è stato riempito di una conoscenza che prima non c’era, secondo come è scritto “negli ultimi tempi la conoscenza aumenterà”.

L’apostolo Gilberto Perri ha sempre innalzato Gesù Cristo sopra ogni cosa rinunciando ad una carriera da questore (sarebbe potuto diventare pure capo della polizia visto che è stato il primo dirigente più giovane d’Italia). Quando da pochi anni convertito gli proposero di entrare in massoneria per fare una carriera ancora più veloce, lui gli disse che aveva come padrone e Signore Gesù Cristo e quindi non si poteva piegare ad altri poteri temporali. In ogni momento della sua vita predicava l’evangelo e compiva opere di carità aiutando chiunque gli capitasse davanti. Solo chi lo ha conosciuto veramente può capire la grandezza del suo cuore cristiano.

E adesso ipocriti evangelici anziché ricordare le sue migliaia di opere cristiane, senza il rispetto che anche le persone non convertite hanno, si basano sulle illazioni di anticristi per giudicarlo in merito a dottrine perfettamente scritturali ma che si discostano dalla tradizione evangelica che è oggi diventata peggiore di quella cattolica. I cattolici, infatti, pur essendo idolatri, non si permettono di giudicare alcuno ma addirittura hanno elogiato, onorato e definito apostolo un servo di Dio come Gilberto Perri seppur non appartenente alla propria confessione religiosa. Gilberto Perri quando si è incontrato con i cattolici o con gli ortodossi per motivi sociali gli ha sempre predicato la verità secondo le scritture invitandoli a pregare ed adorare solo Gesù Cristo.

Anche Gesù predicò dottrine che ai farisei sembravano follia, eppure si basavano sulla legge di Mosè. Per questo fu perseguitato. Anche all’apostolo Gilberto Perri è successa la stessa cosa affinchè si adempisse la Scrittura: “Se hanno perseguitato me perseguiteranno anche voi” Giov. 15:20 (ma leggi anche Matteo 10:23; Matteo 5:11; Luca 11:49 e 21:12).

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