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Risposta alle illazioni ed offese del signor Nicola Iannazzo (& seguaci)

Signor Iannazzo,

premetto che come avrà ben capito noi della chiesa di Gallico non siamo evangelici, ne cattolici, ne ortodossi, ne metodisti, ecc. ma solo cristiani come indicato chiaramente in Atti 11.

Ci occupiamo della salvezza delle anime provvedendo con opere sociali anche ai loro bisogni, oltre che animici, materiali, come è scritto, “fui ignudo e mi rivestiste…” ed edificando il REGNO di Dio. Noi non abbiamo dunque tempo per girovagare sul web criticando e giudicando chi non la pensa come noi ma siamo costretti a difenderci da illazioni pretestuose e offensive come le sue.

Le nostre predicazioni sono presenti sul web ad uso dei fratelli in Cristo appartenenti alla nostra comunità che vivono in tutto il mondo e che quindi sono interessati alla Parola. L’apostolo Gilberto Perri, infatti, ha fondato moltissime comunità nate dal suo ministerio in tutta Italia (Milano, Roma, Treviso, Torino, Napoli, Follonica, Foggia, Trentola Ducenta, Mascalucia, Vibo Valentia,  … oltre che per tutta la provincia di Reggio Calabria ecc.) per cui si è presentata la necessità di pubblicare le registrazioni dei culti e le dirette per “sfamare” le anime che ne sentono il bisogno. In passato Paolo scriveva le lettere, adesso con le nuove tecnologie è possibile raggiungere la fratellanza appartenente alla nostra comunità attraverso internet.

Del resto chi vuole accedere ai contenuti del sito deve compilare una registrazione on line.

Entrando nel nostro sito lei accede a contenuti coperti da copyright e ad uso esclusivo di chi ne accetta i contenuti.

Ma guarda caso tra tutte le porcherie che si vedono su internet lei si è preso la briga di entrare proprio nel nostro sito ed ha sentito la necessità (guidato da chissà quale spirito) di riprendere pubblicamente le nostre presunte dottrine antiscritturali. Ma guardi un po’ che bravo cristiano è lei (pseudo), attento non alle miriadi di dottrine idolatre o peggio delle sette sataniche o di filosofie anticristiane presenti sul web, ma guarda caso attento a “riprendere” la nostra predicazione per trovare l’errore solo perché non conforme alle dottrine evangeliche.

Lei ben sa che esistono centinaia di confessioni religiose cristiane con diverse denominazioni e ognuna di queste ha delle usanze e delle rivelazioni diverse.

Ognuna ritiene di fare bene agli occhi di Dio basandosi sulle Sacre Scritture. Sarà il Signore stesso a “decidere” come giudicare ognuno secondo le proprie opere. Per questo ripetutamente Gesù Cristo e l’apostolo Paolo esortavano a non giudicare.
Legga a tal proposito questo studio:

http://it-it.facebook.com/note.php?note_id=124157377644422

La gente come lei, animata dallo spirito farisaico, si ritiene unica detentrice della verità e per questo si ritiene autorizzata a giudicare tutti gli altri.

Questa è un’azione che ha caratterizzato un’entità, che nel voler essere come Dio, ha cercato di prendere il suo posto anche per ciò che riguarda il giudizio sugli uomini: satana il diavolo.
Oltre tutto è quantomeno “strano” vedere un uomo che si definisce “cristiano” scrivere tali frasi su un social network accusando, denigrando, spendendo il suo tempo seminando zizzanie e incitando alle divisioni, partecipando a discussioni, approvando addirittura chi parla male di una persona che non c’è più, senza avere il minimo rispetto neanche del dolore dei familiari. Tale atteggiamento non è riconducibile neanche al peggiore degli atei. Figurarsi da chi si professa cristiano. E’ da meschini un’azione del genere.

Noi non ci saremmo mai immaginati di interloquire con lei, ma abbiamo avuto il <span>dispiacere</span> di conoscerla proprio imbattendoci sul web nelle sue “innocue confutazioni”, volte a gettare discredito su una persona che ha predicato Gesù Cristo e la salvezza che si ha per mezzo di Lui per 35 anni. Ma visto che ci accusa ingiustamente, pretendendo di riprenderci (ci dica chi le ha dato questa autorità)  siamo in obbligo, come fece nostro Signore con i farisei, di difenderci dicendo la verità.

Nel momento in cui le verrà spiegato per mezzo delle Scritture il motivo delle rivelazioni date alla nostra chiesa, potrà essere d’accordo o meno, ma in alcun caso potrà dire che lei è nel giusto e noi no.
Se lo farà si attirerà, secondo la Bibbia, un giudizio proporzionale a quello che tenta di dare “perché col giudizio col quale giudicate, sarete giudicati; e con la misura onde misurate, sarà misurato a voi” Matteo 7:2.

Spiegazione del motivo per cui riteniamo che i morti in Cristo pregano per noi

Nessuno ha mai detto che c’è qualcuno che possa sostituirsi a Gesù (solo menti contorte come le vostre potevano intendere ciò) ma è deducibile chiaramente dalle Scritture che i morti in Cristo, che sono con il Signore, alla stregua dei viventi sulla terra, pregano Gesù Cristo unico mediatore tra Dio e gli uomini.

Questo non significa assolutamente che noi dobbiamo pregare i morti in Cristo che di fatto non ci vedono e non ci sentono.

Legga la storia narrata da Gesù del ricco e di Lazzaro in Luca 16:19. Io credo che Gesù non sia stato così disavveduto da raccontare una storia fantasiosa e irreale.

Egli parla di due persone morte di cui una va nel seno di Abramo e l’altra nell’Ades. Ora secondo lei, dovendo essere Lazzaro addormentato, come potrebbe stare contestualmente nelle braccia di Abramo?  Come mai il ricco vede Lazzaro e prega Abramo di mandare qualcuno ad avvisare i suoi cari? Di fatto, ci dice il Signore, che chi è nell’Ades può pregare chi è nel “paradiso”. Questo dimostra chiaramente che chi muore in Cristo viene portato subito con il Signore con un corpo materiale di resurrezione. Se no il ricco con cosa parlava se non con la bocca di un corpo? E Lazzaro che stava nelle braccia (di un corpo) di Abramo se fosse stato nello spirito come avrebbe fatto? E’ chiaro anche che come chi è nell’Ades può pregare,  allo stesso modo è plausibile che chi si trova esso stesso vicino al Signore possa ugualmente pregare. Perché il ricco pregava di avvisare i propri familiari se, come dite voi, solo nell’ultimo giorno i morti saranno giudicati? Il ricco era nell’Ades e pregava per i suoi familiari ancora nella terra. Quanto più chi invece è nel cielo può pregare Gesù Cristo per i propri cari!

E’ vero che esiste un solo mediatore tra Dio e gli uomini cioè nostro Signore Gesù Cristo, unico ad essere morto sulla croce e risorto per il perdono dei peccati e per liberarci dal maligno. L’apostolo Gilberto Perri lo ha predicato centinaia di volte.

Infatti i morti in Cristo pregano Gesù, che è l’unico mediatore, e chi altro! Ed i credenti che sono ancora sulla terra  pregano anch’essi Gesu’ e lui solo. Fosse vera la dottrina evangelica, di cui lei è sostenitore, nemmeno noi sulla terra potremmo intercedere e pregare per qualcuno poiché solo Gesù lo potrebbe fare.

Voi evangelici avete fatto dell’intercessione e della preghiera uno dei cardini della vostra “azione” cristiana. Praticamente pregate e basta (oltre che naturalmente cercare sul web di uccidere spiritualmente e moralmente con giudizi disavveduti altri cristiani e scandalizzare anime instabili). Se è vero che noi viventi possiamo intercedere e pregare per i nostri cari o per i nostri fratelli allora è altresì vero che i morti in Cristo, pur non vedendo ciò che accade ai mortali (perché esiste un baratro), possono pregare per noi.

In Apocalisse, come lei ha ben ricordato, Giovanni vede una realtà celeste e le cose che devono avvenire in breve. Egli vide tutto ciò che sarebbe accaduto in un attimo perchè nello spirito non si è soggetti al tempo e allo spazio ma tutto è presente. Poi ce lo descrive con una cadenza temporale per farlo capire a noi che viviamo nella dimensione spazio temporale. Nel cielo Giovanni vede tutto quello che accadrà, proprio perché lì non c’è tempo ma tutto è presente. Infatti nella narrazione dei fatti Giovanni parla sempre al presente. Al cap.1 versetto 19 il Signore gli dice “…scrivi dunque le cose che hai visto, quelle che sono e quelle che accadranno dopo…” . Di fatto Giovanni nella realtà celeste vede sia il presente che il futuro.

Giovanni al capitolo 6 parla di anime perché nella dimensione spirituale l’anima è la parte più importante dell’essere (il salmista diceva: “anima mia benedici l’Eterno”) ma queste avevano un corpo di resurrezione tanto che gridavano a gran voce (con quale bocca e quali corde vocali?). E poi dice chiaramente che furono rivestiti di una veste bianca. Questa veste cosa copre se non un corpo?

Questi cristiani, uccisi a motivo dell’evangelo, addirittura chiedono giustizia a Dio (quindi avevano la coscienza di ciò che gli era accaduto in vita e si ricordavano di coloro che li avevano uccisi). Dio risponde loro di aspettare ancora un pò perché doveva completarsi il loro numero, cioè ancora altri, come loro, dovevano ancora essere uccisi per l’evangelo.

Quindi mentre loro, che sono vissuti prima, sono nel cielo, sulla terra ancora si vive e quindi non è ancora venuto “l’ultimo giorno”.

Ora ragioni un pò. Se questi cari in Cristo sono addormentati come fanno a parlare con il Signore in un momento nel quale ancora non si è verificato il ritorno di Gesù? Come è possibile che addirittura debbano aspettare un tempo? Essi pregano l’Agnello di fare giustizia. E se pregano per avere giustizia, allora è possibilissimo che possano chiedere giustizia e benedizioni per i loro cari, o no? Essi sono al cospetto di Dio con il corpo di resurrezione e attendono il giudizio finale.

E’ chiarissimo! I morti in Cristo sono al cospetto di Dio con il corpo di resurrezione (Apocalisse 6:19) possono pregare Gesù l’unico mediatore tra Dio e gli uomini.

Al capitolo 7 si vede una gran folla (versetto 9) che stava in piedi. Se stava in piedi quindi aveva un corpo, altrimenti si sarebbe detto che volavano sopra il trono! Erano vestiti di vesti bianche. Cosa era vestito se non il corpo! Tenevano addirittura una palma in mano. E questa mano a quale entità apparteneva se non ad un corpo?

Legga il capitolo 20 di Apocalisse e si accorgerà che anche qui Giovanni vede delle anime che già sono nel cielo sedute su dei troni (quindi hanno un corpo).

Tutto ciò è tratto dalla Bibbia per cui lei adesso può pure non condividere, ma almeno abbia la decenza di non giudicare usando un suo metro personale. Noi non la obblighiamo a credere in questo, nè tantomeno diciamo che segue false dottrine. Ognuno si muove secondo il livello di rivelazione che lo Spirito Santo gli dà. Lei non può contrastare il suo prossimo solo perché non capisce e perché non le è data la rivelazione. Abbia la decenza almeno di non parlare!

L’apostolo Gilberto Perri, al quale è stata affidata una rivelazione superiore a qualsiasi altro predicatore (a nostro avviso e basandoci sulla nostra esperienza), è stato riempito di una conoscenza che prima non c’era, secondo come è scritto “negli ultimi tempi la conoscenza aumenterà”.

L’apostolo Gilberto Perri ha sempre innalzato Gesù Cristo sopra ogni cosa rinunciando ad una carriera da questore (sarebbe potuto diventare pure capo della polizia visto che è stato il primo dirigente più giovane d’Italia). Quando da pochi anni convertito gli proposero di entrare in massoneria per fare una carriera ancora più veloce, lui gli disse che aveva come padrone e Signore Gesù Cristo e quindi non si poteva piegare ad altri poteri temporali. In ogni momento della sua vita predicava l’evangelo e compiva opere di carità aiutando chiunque gli capitasse davanti. Solo chi lo ha conosciuto veramente può capire la grandezza del suo cuore cristiano.

E adesso ipocriti evangelici anziché ricordare le sue migliaia di opere cristiane, senza il rispetto che anche le persone non convertite hanno, si basano sulle illazioni di anticristi per giudicarlo in merito a dottrine perfettamente scritturali ma che si discostano dalla tradizione evangelica che è oggi diventata peggiore di quella cattolica. I cattolici, infatti, pur essendo idolatri, non si permettono di giudicare alcuno ma addirittura hanno elogiato, onorato e definito apostolo un servo di Dio come Gilberto Perri seppur non appartenente alla propria confessione religiosa. Gilberto Perri quando si è incontrato con i cattolici o con gli ortodossi per motivi sociali gli ha sempre predicato la verità secondo le scritture invitandoli a pregare ed adorare solo Gesù Cristo.

Anche Gesù predicò dottrine che ai farisei sembravano follia, eppure si basavano sulla legge di Mosè. Per questo fu perseguitato. Anche all’apostolo Gilberto Perri è successa la stessa cosa affinchè si adempisse la Scrittura: “Se hanno perseguitato me perseguiteranno anche voi” Giov. 15:20 (ma leggi anche Matteo 10:23; Matteo 5:11; Luca 11:49 e 21:12).

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